Roma boccia il terzo mandato, la polemica arriva fino al Fvg

A livello nazionale è stato bocciato l’emendamento che avrebbe introdotto il terzo mandato per i presidenti di regione, non ci sarebbe stata nessuna ricaduta in Friuli Venezia Giulia dove però divampa la polemica politica.
Andrea Pierini

Il terzo mandato per i governatori non s’ha da fare, almeno in Italia. L’emendamento presentato dalla Lega alla fine non è neanche arrivato al Senato ma è stato bocciato subito nelle commissioni, non un fulmine a ciel sereno, anzi una scelta annunciata di Fratelli d’Italia e Forza Italia con lo scopo di discuterne dopo le europee. La decisione non avrebbe avuto ripercussioni a livello pratico in Friuli Venezia Giulia, che sul tema ha autonomia, ma a livello politico la spaccatura in maggioranza è arrivata fino a nord est. Massimo Moretuzzo, capogruppo di Patto per l’autonomia Civica Fvg, parla di spettacolo avvilente a livello nazione «ed è altrettanto avvilente vedere la maggioranza che governa il Friuli Venezia Giulia, che sul tema delle regole elettorali ha potestà primaria e quindi può decidere autonomamente, rimanere appesa al teatrino romano di queste ultime settimane». All’attacco anche Diego Moretti, capogruppo del Pd: «Se Fedriga è coerente con quanto detto finora sul tema del terzo mandato, ossia che la norma dovrebbe valere per tutti i presidenti di Regione e non solo per il Fvg, la questione allora si dovrebbe considerare chiusa». Nessuna replica da parte della Lega regionale.

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